Autore Topic: ACTA, la bocciatura del Garante UE per la Privacy  (Letto 1531 volte)

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ACTA, la bocciatura del Garante UE per la Privacy
« il: Aprile 25, 2012, 09:48:59 pm »
Un nuovo importante ostacolo si pone sulla strada dell’ACTA: il Garante Europeo per la protezione dei dati (EDPS) ha infatti espresso parere negativo circa l’attuale bozza relativa al trattato che l’Unione Europea dovrebbe votare nelle prossime settimane e relativo all’approccio del vecchio continente alla materia del copyright.

Il Garante ha usato parole estremamente dure nei confronti della bozza, sottolineando e rinforzando tutti i timori che gli attivisti hanno negli ultimi mesi lanciato contro i proponenti e contro l’UE. L’ACTA è vista infatti come un tentativo mal strutturato di porre un freno alla pirateria, ma tra le pieghe della bozza si celano rischi tangibili per i diritti fondamentali delle persone. Il timore che il Garante europeo esprime è insomma quello di un intervento che, pur perseguendo buone finalità, metterebbe a rischio la libertà delle persone in virtù di una eventuale applicazione scomposta della bozza sulle normative esistenti e future.
 
Citazione da: Letteralmente
   Sebbene l’EDPS riconosca la legittima preoccupazione di assicurare il rispetto della proprietà intellettuale in un contesto internazionale, si deve raggiungere un giusto equilibrio tra le richieste di chi intende tutelare i diritti di proprietà intellettuale ed i diritti alla privacy ed alla protezione dei dati.

Il timore maggiore quello per cui i diritti fondamentali possano essere messi a rischio. Un passaggio particolarmente importante è quello nel quale il Garante aggiunge alla libertà di espressione ed al diritto alla privacy anche il diritto ad una presunzione di innocenza: l’ACTA potrebbe mettere nelle mani dei vari esecutivi che vanno a ratificarla la possibilità di intervenire con decisione su fatti non passati in giudicato, mettendo così a rischio il potere giudiziario e stravolgendo l’attuale ordine del diritto.

Nel momento in cui il Parlamento Europeo andrà a votare il documento, si troverà di fronte il parere della Corte di Giustizia (già attivata a tal fine) e gli strali del Garante europeo per la protezione dei dati: se gli organi politici intenderanno assumersi la responsabilità di ratificare l’ACTA, insomma, lo faranno con la piena coscienza di aver abbracciato un testo che varie autorità hanno analizzato, giudicato e bocciato.

Fonte: webnews.it